San Salvo

San Salvo è un comune di 18.646 abitanti della provincia di Chieti. Nel marzo 2007 il comune è stato insignito del titolo di città dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.

L’economia, basata sull’agricoltura (pescheti, uliveti, vigneti), l’allevamento e l’artigianato, ha trovato il suo coronamento nella fase di intenso sviluppo industriale dell’ultimo quarantennio. La crescita del commercio, del turismo e dei servizi hanno prodotto un intenso processo di urbanizzazione, che ha portato San Salvo a divenire, in termini proporzionali, la cittadina a più intenso accrescimento demografico dell’intero Abruzzo.

Riconoscimenti a tale ruolo sono venuti sia dalla visita del papa Giovanni Paolo II agli operai e alla popolazione (marzo 1983) sia dall’assegnazione (nel 1987), su segnalazione del Censis, del prestigioso titolo “uno dei 100 comuni della piccola grande Italia”.

San Salvo è “Bandiera Blu d’Europa 2008” riconoscimento avuto per l’undicesima volta e da 10 anni consecutivi.

Storia

Le vicende più remote di San Salvo risalgono sicuramente alla preistoria; ma la sua origine sembra che si possa far risalire ai secoli XI – XII ad opera della colonizzazione monastica Benedettina.

Tracce significative della presenza degli antichi italici (VI-VII secolo a.C.), si evidenziano in diverse, piccole necropoli o altre aree archeologiche intorno il paese. Le sue antiche origini e le tradizioni culturali arricchiscono le strade del centro storico. La chiesa di San Giuseppe rappresenta il monumento principale del centro storico cittadino.

La memoria storica di San Salvo trova ospitalità nel museo “Casa della Cultura”, dove si possono ammirare i reperti di epoca romana e medioevale della città antica. Si tratta di corredi funerari con vasellame, armature, oggetti di ornamento; oppure di armi, statuette bronzee rare ma pregevoli, testine votive in terracotta.

Nel periodo successivo al 1000 è stato senza dubbio determinante l’insediamento (1257 circa) dell’Abbazia cistercense. I monaci cistercensi, autori di una intensa, entusiasmante fase di bonifica e messa a coltura dei terreni acquitrinosi o boschivi, divennero i protagonisti di una sensibile ripresa economica (XIII-XV secolo) del borgo di San Salvo. L’abbazia, decaduta nel XV secolo, venne poi affidata a degli abati commendatari, che la governarono da lontano fino alla seconda metà del Settecento.